L'idea di questo progetto nasce dal desiderio e bisogno continuo di ricerca e conoscenza della propria poetica e qualità di movimento ed espressione. E'come cercare di fare una fotografia in un insieme caotico di pensieri, bisogni, desideri, eventi che emergono attraverso il corpo, corpo come veicolo, strumento per capire e conoscere questo, sé e l'altro.
Una riflessione "fisica" sul tema dell'identità personale e dell'uso della comunicazione, un lavoro in solitudine, ma sul tema della relazione.
Per la numerosità di input che la nostra cultura e società ci "fa penetrare" ogni giorno, non è possibile risolvere questo con un processo puramente razionale e mentale. Partendo da un lavoro d'improvvisazione gestuale si può capire, invece, uno spessore, una profondità della persona e delle cose, ciò che vive dietro un gesto. "Solo Corpo" come tematica affrontata nel processo creativo; cosa rappresenta il corpo per un danzatore, cosa si può intendere per corpo e cosa invece la nostra cultura intende e ci trasmette. "Solo Corpo", ma corpo che non è solo carne, per il semplice fatto di esistere; corpo che conosce, assorbe, comunica e ritrova la propria animalità, che essendo libera di esprimersi, per un momento della vita, solo con il corpo, in realtà va ben al di là del semplice aspetto carnale.
Un insieme di pensieri, la linea con cui ho scelto di scrivere questo progetto è metafora stessa di quello che sarà il percorso creativo di movimento ed è metafora di una scelta di vita. Lasciare scorrere, i pensieri, il movimento, gli eventi, vivere un percorso con la "curiosità dello spessore" ed essere pronti a stravolgere tutto per ricominciare.
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Bibliografia: il progetto ed i pensieri traggono ispirazione principalmente da un’opera di Nicholas Humprey "L'occhio della mente", da "Ai confini del corpo" di Franco Lella e da "L’insostenibile leggerezza dell’essere" di Milan Kundera e altri. Musica: Yorg - "Silent Valley" - www.darktears.com